La "Fašon de Venis" in Europa

Il passaggio tra il pieno Rinascimento e il Barocco Ŕ caratterizzato da un sovrapporsi di elementi nuovi a quell'equilibrio della forma proprio del primo periodo. Uno dei fattori principali di questo fenomeno Ŕ lo splendido periodo politico-culturale della Repubblica Veneziana. L'intensificarsi di scambi commerciali con il resto dell'Europa favorisce la richiesta del prodotto vetro ma, parallelamente, contribuisce al formarsi di nuovi centri vetrari che concorreranno con Murano. Inoltre i Veneziani non mancheranno di adottare forme e gusti dei paesi d'Oltralpe, come quella di decorare gli oggetti con applicazione a caldo di elementi strutturali modellati a parte. Tipica anticipazione barocca Ŕ il calice "ad alette", decorazioni simmetriche inserite ai fianchi del gambo che variano la linea, simbolo della Fašon de Venis in Europa. Le radici di questo fenomeno risalgono alla metÓ del Cinquecento ma la sua piena realizzazione avverrÓ solo nel secolo successivo: i prodotti "di transizione" sono ancora molto equilibrati rispetto ai manufatti tipicamente barocchi. Ci˛ accade perchŔ le fornaci europee seguirono le correnti veneziane non solo per concorrere con esse ma anche, particolarmente all'inizio del Cinquecento, per ottenere quella perfezione tecnica ed estetica che mancava. In questo contesto non dimentichiamo gli Altaresi che portarono maestranze di alto livello in Europa e particolarmente in Francia e Paesi Bassi. Prove di questa "emigrazione" dei vetrai italiani sono: il "Catalogo dei Vetri" dei Colinet, dove si trovano oggetti adottati dai Veneziani come il "Flute" o bicchiere a flauto e il successo ottenuto da Jacopo Verzelini in Inghilterra grazie a forme eleganti e ad un materiale limpido e affine al "cristallino" muranese. In Austria il centro Hall aveva molti contatti con Venezia; gli oggetti e le loro forme erano molto simili a quelle italiane ma differivano per decorazioni. Queste erano arricchite con dorature e colorazioni aggiunte a freddo, la maggior parte si avvaleva inoltre della tecnica "a graffito". Altra regione di grande interesse per i contatti con Venezia era quella di Barcellona. La opere degli Spagnoli differiscono per la particolaritÓ dei motivi decorativi, essi adottavano una grafia organizzata con schemi a cadenze simmetriche, molto ripetitiva e di gusto orientale. Prodotti locali tipici sono il vaso a molti becchi (Almorrtxa) e le bottiglie da mescita (Porron). Anche la Castiglia mostrerÓ di gradire il gusto barocco: alla materia di tono scuro (spesso verde smeraldo) si aggiungono protuberanze, creste, anelli, ecc. Abbiamo detto che le tradizioni locali europee tesero a modificarsi per imporsi esteticamente ad alto livello, ma alcune regioni attive dal periodo Tardoromano si distinsero per una produzione autonoma. Fanno parte di questo tipo di manufatture:

  • il bicchiere conico senza base
  • il bicchiere a doppia struttura: coppa e base sono due coni contrapposti separati da un nodo centrale
  • il bicchierone a forma cilindrica e piede a cono detto "Pass-glass": si passava tra commensali
  • il R÷mer gotico: bicchiere tozzo, da tavola e con le brugne applicate, tipo di decorazione mantenuta in Germania nonstante l'influsso veneziano.
  • il bicchiere tedesco "Maigelein": ondulato in superficie.
  • il "Kuttrolf" o "Guttrolf": una bottiglia dal collo strozzato e l'imboccatura allargata a becco.

In Germania e in Francia non manc˛ la decorazione a smalto per oggetti celebrativi pregiati che presentavano la figura intera scritte e fregi. Per concludere possiamo affermare che la Fašon de Venis non si impose in tutta Europa ma ebbe il merito di risvegliare l'interesse tecnico ed estetico del continente, il nascere e il mischiarsi di queste correnti estetiche di diversa origine sfocerÓ, nel secolo successivo, nel gusto Barocco.



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